Omaggio a Franco Califano, artista di parole e di vita

Non escludo il ritorno Franco CalifanoNon escludo il ritorno è il titolo della canzone con cui Franco Califano partecipò per la terza volta come cantante, al Festival di Sanremo del 2005. Ma è anche l’epitaffio riportato sulla lapide della sua tomba per sua specifica volontà.

Ma come ha fatto una frase apparentemente semplice a diventare così importante nella vita del “Califfo”?

Lo scopriremo insieme venerdì 23 febbraio alle 21.30 al Foyer del Teatro Gentile da Fabriano quando per il terzo appuntamento stagionale di “Dell’inchiostro e delle parole”, il programma di letture teatrali  proposto da Papaveri e Papere in collaborazione con il Comune di Fabriano, andrà in scena “Non escludo il ritorno, poesia di donne, borgate e libertà”.

Un omaggio ad un personaggio discutibile, se vogliamo, ma geniale, all’artista dal linguaggio non proprio”vaticanesco” ma sempre autentico. Franco Califano, il paroliere, l’attore, lo scrittore, il cantante di successo ma anche uomo invidiato a tal punto da finire in carcere per reati mai commessi.

La lettura teatrale scritta e diretta da Andrea Fiorani che la interpreta insieme Fabio Bernacconi, porterà il pubblico nel viaggio dell’intensa vita del Califfo, viaggio che alterna canzoni, monologhi, interviste e poesie al racconto degli episodi che lo hanno visto protagonista dalla sua nascita alla sua morte. Una serata di teatro che mostrerà il dietro le quinte di un artista.

andrea fiorani

Andrea Fiorani

Lo ricorderemo per essere stato l’autore di canzoni che hanno fatto la storia della musica leggera italiana: “Minuetto”, “La nevicata del ’56” interpretate da Mia Martini, “La musica è finita”, “Una ragione in più” cantate da Ornella Vanoni, “Un grande amore e niente più” che vince il Festival di Sanremo del 1973 con Peppino di Capri, “E la chiamano estate” cantata da Bruno Martino, “Semo gente de borgata” interpretata dal duo Vianello-Goich. Ma anche per le sue famose più interpretazioni come la versione italiana di “La belle histoire” ovvero “Un estate fa” e “Tutto il resto è noia”, o per le sue poesie umoristiche e non come “Pasquale l’infermiere”, “Avventura con un travestito”, “Secondo me l’amore”, “Beata te, te dormi” e tante altre ancora.

Il programma di “Dell’inchiostro e delle parole” si concluderà il 4 marzo con: “L’italiano va bene per scrivere. Molta parte dell’anima nostra è dialetto”, un omaggio alla poesia in vernacolo, quella più popolare ma non per questo meno ricca di arte e cultura, in un viaggio che da Fabriano ci porterà in Veneto, poi a Roma e Napoli, messo in scena a cura di Mauro Mori con la partecipazione di Oreste Aniello, Federica Petruio e il commento musicale di Diego Trivellini.

Fabio Bernacconi nel recital letterario 900

Fabio Bernacconi

Le iniziative di Papaveri e Papere si avvalgono del patrocinio della Fondazione Carifac e sono svolte sotto l’egida della Uilt – Unione Italiana Libero Teatro. Un ringraziamento particolare a Smargiassi Costruzioni Fabriano per il supporto logistico.

Prenotazioni al 377-5134998, biglietto di ingresso 5,00 €.

 

 

 

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