13 Gennaio 2017

2017 – 900 – Recital letterario

900 Recital Letterario da Novecento di A. Baricco

Non credo ci sia un nome, per testi del genere. Comunque, poco importa. A me sembra una bella storia, che valeva la pena di raccontare. E mi piace pensare che qualcuno la leggerà (A. Baricco)

Notizie sullo spettacolo

Recital letterario da “Novecento – Un monologo” di A. Baricco

Fabio Bernacconi introduce il pubblico al testo forse più conosciuto di Alessandro Baricco, in una una lettura narrata e sottolineata musicalmente dai brani originali di David Uncini che li eseguirà dal vivo alla tromba accompagnato al pianoforte da Paola Taticchi. Un allestimento di Papaveri e Papere per la regia di Mauro Mori.

Debutto: 13 gennaio 2017 al Teatro San Giovanni Bosco di Fabriano (AN)

Repliche:

25 marzo 2017 – Teatro San Giovanni Bosco di Fabriano (AN)

24 marzo 2018 – Teatro Gentile – Fabriano (AN)

23 maggio 2018 – Teatro Pergolesi – Jesi (AN)

6 luglio 2018 – Montecarotto (AN)

La Trama

“non sei fregato veramente finchè hai da parte una buona storia e qualcuno a cui raccontarla” (T.Tooney).

E Tim Tooney, trombettista fallito, ce l’aveva eccome una buona storia da raccontare! “Era quella di un uomo che per il mondo non esisteva, un uomo che non aveva patria, data di nascita, famiglia. Un uomo diviso tra amore e musica, un musicista nato in mare e che non aveva mai toccato terra. La favola di Danny Goodman T.D. Lemon Novecento, il più grande solleticatore d’avorio dei sette mari.”

All’alba del nuovo secolo il fochista del Virginian, un transatlantico che fa rotta tra l’Europa e l’America, trova sul pianoforte del salone delle feste un neonato, forse abbandonato lì da una ragazza della “terza classe” con la speranza che qualcuno dei ricchi della “prima” lo adotti. Destino “cinico e baro”, a pensarci bene, visto che Danny Boodman T.D. Lemon Novecento, così viene chiamato il bambino, invece che dalla tata di una buona (ricca) famiglia, si ritrova ad essere svezzato dai marinai e a crescere nell’inferno di vapore e fuoco della sala macchine della nave.

Dopo otto anni, due mesi e undici giorni, con la morte del padre “adottivo”, Novecento sta per essere finalmente sbarcato sulla terraferma e consegnato alle autorità: sta finalmente per esistere anche agli occhi del mondo e non solo a quelli dei viaggiatori del Virginian. Ma il ragazzino sparisce, non si riesce più a trovarlo da nessuna parte della nave: forse è caduto dalla murata ed è finito affogato nelle acque del porto.

24 giorni dopo, una volta salpati per Rio de Janeiro, i passeggeri della nave vengono svegliati di notte dal suono del pianoforte nel salone delle feste e a suonarlo è proprio lui, Novecento. Nasce così la sua leggenda, quella di un pianista dal talento insuperabile che diventa famoso in tutto il mondo nonostante che lui, da quella nave, non fosse mai sceso.

Tim Tooney, che sul Virginian c’era salito a diciassette anni per suonare la sua tromba nella jazz band della nave e che di questa leggenda diventa parte, non può fare a meno di iniziare a raccontarla al mondo quando riceve la lettera di Neil O’Connor che gli comunica che il transatlantico imbottito di dinamite sta per essere fatto saltare in aria e che: “Novecento, lui mica è sceso”.

Il Video

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